Obesità in età adulta: facciamo chiarezza

Le abitudini alimentari (spesso scorrette) sono importanti fattori da tenere sotto controllo per monitorare lo stato di salute di una popolazione. L’eccesso di peso dovuto ad un’alimentazione ipercalorica e sbilanciata favorisce l’insorgenza di numerose patologie aggravando spesso quelle preesistenti, e di conseguenza peggiorandone la qualità e riducedone la durata. Nonostante il grado di malnutrizione esistente sul pianeta, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo tanto da stimare che a livello globale circa 3,4 milioni di adulti muoiono all’anno per cause correlate all’eccesso ponderale (sovrappeso e obesità).

Sono attribuibili all’eccesso di peso il 44% dei casi di diabete, il 23% delle malattie ischemiche del cuore e tra il 7% e il 41% alcune forme di cancro. 

Nato nel 2005 come sorveglianza dei fattori comportamentali di rischio e per il monitoraggio dei programmi di prevenzione delle malattie croniche, Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) è un progetto del ministero della Salute e delle Regioni/PA che ha l’obiettivo di mettere a disposizione di tutte le Regioni e Aziende sanitarie locali (Asl) del Paese una sorveglianza dell’evoluzione di questi fenomeni nella popolazione adulta. Con una peculiarità unica: tarare questo strumento soprattutto per un utilizzo dei dati a livello locale, direttamente da parte di Asl e Regioni.

Il sistema di sorveglianza Passi raccoglie, in continuo e attraverso indagini campionarie, informazioni dalla popolazione italiana adulta (18-69 anni) sugli stili di vita e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la loro prevenzione. Tra i temi indagati ci sono anche principalmente quelli legati al sovrappeso e obesità e al consumo di frutta e verdura.

Esiste anche la versione senior di questa sorveglianza nazionale chiamata Passi d’Argento che fornisce informazioni sulle condizioni di salute, abitudini e stili di vita della popolazione dai 65 anni e a seguire. Tra marzo 2012 e gennaio 2013 in 18 Regioni italiane e nella PA di Trento sono state raccolte oltre 24.000 interviste che hanno permesso di produrre informazioni utili ed elementi importanti per la valutazione delle attività di prevenzione.

L’indice di massa corporea

L’obesità è definita come un eccessivo accumulo di grasso corporeo in relazione alla massa magra, in termini sia di quantità assoluta, sia di distribuzione in punti precisi del corpo. La misurazione della distribuzione del grasso corporeo può essere effettuata con diversi metodi, dalla misura delle pieghe della pelle, al rapporto tra la circonferenza della vita e dei fianchi, o con tecniche più sofisticate come gli ultrasuoni, la Tac o la risonanza magnetica.

La classificazione della popolazione in base al peso viene fatta utilizzando l’indice di massa corporea (Bmi = body mass index, secondo la definizione americana), considerato il più rappresentativo della presenza di grasso corporeo in eccesso. Il Bmi si calcola secondo la formula seguente:

Bmi = peso (in kg)/quadrato dell’altezza (in metri)

Le classi di peso per gli adulti indicate dal Bmi sono:

  • <18,5 sottopeso
  • 18,5 – 24,9 normopeso
  • 25 – 29,9 sovrappeso
  • >30 obesità

Sorveglianza nazionale Passi 2014-2017

I dati riportati dagli intervistati relativi a peso e altezza portano a stimare che circa 4 adulti su 10 siano in eccesso ponderale: 3 in sovrappeso (con un indice di massa corporea – Imc – compreso fra 25 e 29,9) e 1 obeso (Imc ≥ 30).

Va considerato comunque che l’eccesso ponderale è una caratteristica più frequente al crescere dell’età, tra gli uomini rispetto alle donne, fra le persone con difficoltà economiche e fra le persone con un basso livello di istruzione.

Il gradiente geografico è chiaro e mostra quote crescenti di persone in sovrappeso o obese dal Nord al Sud Italia. La Campania continua a detenere il primato per quota più alta di persone in eccesso ponderale (più della metà). Seguono, Molise, Sicilia, Calabria con valori non molto distanti.

Le persone in sovrappeso o obese sembrano essere poco consapevoli del loro stato di eccesso ponderale e non si percepiscono tali: fra le persone in sovrappeso meno della metà ritiene troppo alto il proprio peso corporeo; fra le persone obese c’è maggiore consapevolezza, tuttavia non è trascurabile il numero di persone (1 su 10) che ritiene il proprio peso non troppo alto. Generalmente le donne sono più consapevoli del problema rispetto agli uomini e l’essere coscienti del proprio eccesso ponderale favorisce l’adozione di comportamenti alimentari corretti.

Altro campanello di allarme è che appena la metà degli intervistati in eccesso ponderale riferisce di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di perdere peso o praticare attività finisca (soprattutto nel Meridione). Inoltre l’attenzione è indirizzata soprattutto alle persone obese, molto meno a quelle in sovrappeso. Questo aspetto è molto importante perché quando il consiglio di mettersi a dieta arriva da parte di un medico incoraggia chi lo riceve a metterlo in pratica. Infatti la quota di persone in eccesso ponderale che dichiara di seguire una dieta è tre volte maggiore tra coloro che hanno ricevuto il consiglio medico rispetto a quelli che non lo hanno ricevuto (39% contro il 13%).