La fecondazione in vitro, nota anche con la sigla FIVET, è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). L’acronimo FIVET sta per Fertilizzazione in Vitro con Embryo Tranfer, un nome che la distingue dalle altre tecniche di PMA come l’inseminazione artificiale (IUI) o l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI).
La fecondazione assistita con tecnica FIVET avviene in laboratorio, con questa procedura viene unito un ovulo femminile con uno spermatozoo maschile. Si vengono ad ottenere così embrioni fecondati pronti da trasporre all’interno dell’utero della donna che ricerca una gravidanza.

La FIVET richiede una serie di passaggi preliminari, che è bene non trascurare per una buona riuscita della procedura. La paziente donatrice di ovuli dovrà sottoporsi ad una stimolazione ovarica per 3 settimane al fine di produrre ovociti maturi e, 36 ore prima del prelievo, le verrà somministrata del gonadotropine, per stimolare l’ovulazione. Sotto anestesia locale le sarà quindi aspirato il liquido follicolare con gli ovociti. Allo stesso tempo, il donatore di sperma dovrà astenersi dall’attività sessuale nei tre giorni precedenti la donazione.

 

In che cosa consiste la fecondazione in vitro?

La fecondazione assistita in vitro è una procedura di PMA che può svolgersi in quattro differenti modi:

  • Sperma del partner e ovuli propri. Con questa particolare tecnica di riproduzione assistita verranno prelevati gli ovuli della madre e lo sperma del padre al fine di unirli in laboratorio, superando così le molte barriere che possono ostacolare questo incontro.
  • Sperma di donatore e ovuli propri. Questa procedura prevede il prelievo degli ovuli della donna e la successiva fecondazione con gli spermatozoi di un donatore anonimo.
  • Ovodonazione. Si tratta di un’altra tecnica di fecondazione eterologa, in questo caso volta a superare la sterilità femminile. Il seme del proprio partner è unito agli ovuli di una donatrice.
  • Sperma di donatore e ovuli di donatrice. In questo caso, in laboratorio vengono fecondati gli ovuli di una donatrice, con il seme di un donatore.

 

Le percentuali di successo della FIVET e le esperienze sui forum

Le percentuali di successo della fecondazione assistita omologa, secondo L’Espresso, sono fondamentalmente invariate nell’ultimo decennio. Monitorando le percentuali di gravidanze sui cicli effettuati, la PMA di I livello ha una percentuale di successo del 10,5%, mentre per le tecniche di II o III livello, FIVET e ICSI, la percentuale sale al 18,2%.

Sui forum online è possibile trovare numerose testimonianze di chi ha sperimentato cicli di FIVET. La maggior parte di queste storie raccontano esperienze di grande gioia per il successo della procedura, ma anche il difficile percorso che è costellato da dubbi, ansie e preoccupazioni. Come Federica, che racconta online la sua esperienza e l’avverarsi di un sogno:

“Oggi possiamo finalmente dire che aspettiamo il nostro/a bimbo/a, sto per entrare nel quinto mese di gravidanza”

Oppure Verena, che grazie alla PMA ha avuto non uno, ma ben due bambini, uno nel 2015 e uno nel 2019: “Abbiamo ripetuto lo stesso protocollo e al primo tentativo sono rimasta incinta. A gennaio è nato nostro figlio”.

 

Perché andare all’estero per una fecondazione in vitro?

In Italia esistono oltre 300 centri per la fecondazione assistita censiti dal registro nazionale dell’Istituto superiore di sanità. Tuttavia, di questi numerosi centri privati si hanno spesso poche informazioni, perché non è obbligatoria la produzione di alcuna statistica sui risultati, come avviene ad esempio in Inghilterra. Diventa così molto complicato capire a quale clinica affidarsi per la propria procedura di fecondazione assistita. I costi dei trattamenti FIVET in questi centri possono essere molto variabili e dal momento che non vi è un limite di cicli a cui sottoporre i pazienti, possono spesso essere una preoccupazione.

La FIVET ha dei prezzi che variano in base alla località e all’equipe da cui viene effettuata. Le persone si affidano sempre più alle cliniche estere, al punto che oggigiorno le coppie che lasciano il Bel Paese in cerca di una fecondazione assistita sono oltre 10.000. La Spagna e la Repubblica Ceca sono in prima fila per gli interventi di FIVET e il motivo per cui molti italiani preferiscono recarsi all’estero non è solamente economico. La freschezza del gamente è essenziale perché la fecondazione abbia successo e all’estero vi è una quantità maggiore di donatori che permettono di utilizzare ovociti appena donati, piuttosto che ovociti crioconservati, come spesso avviene in Italia in caso di fecondazione eteronoma. Per avere altri chiarimenti e ricevere assistenza, non esitare a contattare il nostro servizio clienti QUI.